Tratto dal Progetto per l'organizzazione delle chiese evangeliche italiane (1864), da noi liberamente riadattato e sintetizzato. Il testo originale si trova in G. Spini, L'Evangelo e il berretto frigio. Storia della Chiesa Cristiana Libera in Italia (1870-1904), Claudiana, Torino 1971, pp. 224-227.

    - Dio creò l'uomo a sua immagine e somiglianza. Ma Adamo disobbedendo alla Parola di Dio peccò; e così per un uomo il peccato è entrato nel mondo, e per il peccato la morte. Per questa ragione, l'umana natura in Adamo e per Adamo è divenuta corrotta e peccatrice; e tutti in Adamo nasciamo figliuoli d'ira, con l'inclinazione a fare il male, e l'incapacità di fare il bene da Dio ha comandato.
    Eccl. VII, 29; Gen. I, 27; Rom. V, 12; Gen. III, 5: Giob. XV, 14, 16; Salm. LI, 16; Prov. XX, 9; Mich. V, 2-4; Rom. VIII, 7; Galat. V, 12-21; Efes. II, 1-3; Col. II, 13; III, 3; Tit. III, 2-5; XXII, 30; Rom. I, I8-32; Il, 3-5; VIII, 13; IX, 22.
    - Ma Dio, essendo padre amoroso degli uomini, e volendo che tutti gli uomini fossero salvi e giungessero alla conoscenza della verità, ha dato l'Unigenito suo figliuolo, affinché per Esso siano salvati tutti coloro i quali lo avranno ricevuto. Quindi l'uomo non è salvato per le opere di giustizia che possa fare, ma secondo la grande misericordia di Dio Padre in Cristo Gesù, la cui giustizia ci viene imputata, ed il quale ci è stato fatto da Dio Sapienza, Giustizia, Santificazione e Redenzione: anche per coloro che per infanzia o per non conoscenza muoiono senza pervenire alla fede.
    Mat. XXII, 9; Giov. VI, 41; XVI,27; Rom. VIII, 18; I Giov. III, 1; I Tim, II, 4; Giov. III, 16; I, 12; Luc. I, 68, 69; Rom. VIII, 3:2; 2 Cor. V, 18; Gal. I, 4; Efes. II, 4, 5; I Giov. IV, 9; Abacuc II, 4; Rom. I, 17; Marc. XVl, 16; Luc. VII, 50; Giov. III, 14, 15; V, 24; VI, 29, 40, 47; XX, 29, 31; Att. X, 43; XIII, 39; XVI, 30, 31; Rom. III, 22, 26; 28; IV, 5; V, 12; Gal. II, 17, 20; I Cor. I, 30, 31; Marc. X, 45; Luc. XVIII, 16.
    - Essendo impossibile a mente umana definire l''indefinibile, noi riconosciamo il Signor nostro Gesù Cristo come ci viene rappresentato dagli apostoli, figliuolo dell'uomo, figliuolo di Dio, e Dio manifestato in carne.
    Rom. XI, 33, 34; Giov. I, 14; Rom. VIII, 3; Gal. IV, 4; Filip. Il, 6-8; I Tim. III, 16; Ebr. V, 7, 8; I Giov. II, 3; V, 20.
    - Gesù Cristo - il quale ha dato se stesso come prezzo di riscatto per tutti, il quale è morto per i nostri peccati, ed è risuscitato per la nostra giustificazione - è l'unico mediatore fra Dio e gli uomini; l'unico capo della sua Chiesa, la quale è il suo corpo; l'unico sacerdote del Nuovo Testamento, al cui sacerdozio partecipano tutti i fedeli, i quali sono membra del suo corpo.
    I Tim. II, 6;Isai. LIIl, 3-12; Rom. IV, 25; I Tim, II, 5; Ebr. VIII, 6; IX, 15; Rom. VIII, 33; Efes. II, 3,13, 18, 19; I Giov. II, 1; Salm. CX, 4; Ebr. V, 6, 11; IV, 14, 15; 2 Piet. II, 5-9; Apoc. I, 6; V, 10; Efes. I, 20-23; IV, 15; V, 23; Col. I, 18.
    - L'uomo per entrare nel regno di Dio deve essere rigenerato a nuova vita. Questa rigenerazione è chiamata nella Parola di Dio conversione, nuova nascita, passaggio dalla morte alla vita: e non si ottiene già per le opere della legge, o per l'acqua del battesimo, ma bensì per lo Spirito Santo.
    Giov. III, 5; Tit. III, 5; 2 Cor. V, 2; Gal. VI, 15; Efes. II, 10; I Piet. I, 3; III, 21.
    - L'uomo rigenerato non puo essere strappato dalle mani di Gesù suo salvatore: può tuttavia peccando contristare lo Spirito Santo, e disprezzare la sua grazia: perciò il Signore ci ha ordinato di confessare i nostri peccati, e di vegliare e pregare per non cadere nella tentazione.
    Giob. XIX, 25; Rom. VIII, 16, 28-29; I Giov. 15; I, 8, 10; Efes. IV, 30; Giov. I, 9; Mat. VI, 16; XXVI, 41.
    - Sebbene l'uomo sia giustificato per grazia mediante la fede, e non già per opere, pure la fede vera nel giustificato è operante per carità, ed essendo prodotta dallo Spirito Santo si dimostra per le buone opere che sono il frutto di detto Spirito, e per le quali si glorifica il Padre nostro celeste.
    Ebr. XII, 14; Rom. III, 1; I Cor. IV, 20; I Giov. IV, 9; I Tess. V, 22; II Piet. I, 5-7; Giac. II, 17; Filip. IV, 8; 2 Cor. VII, 1; Efes. V, 1; I Giov. Il, 6; I Cor. XV, 58; Mat. V, 48.
    - Il Signore Gesù Cristo verrà dai cieli, e trasformerà il nostro corpo d'umiliazione in corpo glorioso. In quel giorno i morti che sono in Cristo risorgeranno i primi, ed i viventi trovati fedeli saranno trasformati, e così tutti insieme saremo rapiti nelle nuvole a scontrare il Signore nell'aria, per essere sempre con Lui: e in fine risorgeranno anche gli altri tutti per essere giudicati in giudizio.
    Cor. XV, 51-53; I Tess. LV, 13-18; Fil. III, 21; Dan. XII, 2; Giov. V, 28, 29; Apoc. XX, 12, 13; Att. XVIII, 31; Mat. XXV,4-6.

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